Martedì 23 Gennaio 2024 le classi del triennio che seguono il potenziamento in astronomia del Liceo Gobetti hanno partecipato ad una conferenza tenuta dal Prof. Fabrizio Bonoli: “La rivoluzione copernicana: da un mondo chiuso a un universo infinito nei 550 anni dalla nascita di Copernico”.
Gli studenti e studentesse della classe 4A Liceo Ordinario, proprio in riferimento alle riflessioni e agli spunti dell’illustre relatore, hanno risposto ad alcune domande che ripercorrono l’intera lezione poste loro dal Prof. Franco Banchi.

Uno dei nodi della conferenza è stato quello del significato da dare al termine rivoluzione in riferimento proprio a Copernico. Quali le vostre considerazioni?
Giuseppe Albori: ”La tesi sostenuta dal prof Bonoli è che quando si parla di Rivoluzione Copernicana, se così si può chiamare, non bisogna pensare a un evento improvviso che ha sconvolto completamente la visione precedente del mondo, è necessario invece rendersi conto che si è trattato di un processo che si è protratto nei secoli (secondo il concetto baconiano di progresso collettivo per cui la conoscenza si accumula nelle generazioni) e che ha infine avuto il suo culmine proprio con Copernico”.
Quindi un percorso molto lungo, che richiede la comprensione di tutti i passaggi precedenti avvenuti nella storia. E’ così?
Mattia Bartoli: “Il professore ha iniziato dall’Antica Grecia e dalle tesi geocentriche di Platone e poi di Aristotele: quest’ultimo teorizza un cosmo caratterizzato dalla Terra al centro di una serie di cieli sferici concentrici, che hanno mano a mano un grado di perfezione sempre più alto, animati tutti quanti dal “motore immobile” ovvero Dio.
Questa visione dell’universo basata sul modello tolemaico e sulle idee aristoteliche permane, seppur cristianizzata, per tutto il Medioevo e se ne ha una dimostrazione nel celebre Arazzo dell’Astrolabio, in cui la sfera del cosmo è animata da alcuni “angeli meccanici” che azionano una manovella grazie alla quale imprimono il moto al tutto”.

Molto difficile la gestazione della teoria eliocentrica. Quali le svolte principali?
Giuseppe Albori: “Il primo modello che poneva il Sole al centro del cosmo si ebbe addirittura con Aristarco di Samo nel III secolo a. C., ma si dovettero aspettare quasi 2 millenni prima che Copernico arrivasse a creare un sistema eliocentrico perfettamente funzionante e lo pubblicasse nel suo “De Revolutionibus orbium coelestium”, e anzi, si dovrà attendere ancora fino a Galileo che con le sue osservazioni proverà la veridicità delle tesi copernicane (anche se per questo fu costretto ad abiurare) e fino a Keplero con le sue famose 3 leggi”.
Da quello che emerge, fu particolarmente duro il contenzioso tra metafisica e scienza…
Mattia Bartoli: “La dialettica fu molto serrata e si passò, attraverso molti secoli e tanti personaggi che si sono susseguiti sulla via del progresso, a un cosmo descritto interamente con regole matematiche e fisiche e non fu più necessario appellarsi a soluzioni metafisiche/bibliche riguardo al funzionamento dell’universo”.

E si arriva così alla soluzione copernicana..
Fabio Puggelli: “La rivoluzione copernicana fu un momento fondamentale nella storia della scienza e della filosofia occidentale. Prese il nome da Nicolaus Copernicus, il cui lavoro principale, già citato prima e pubblicato nel 1543 (“Delle rivoluzioni delle sfere celesti”) , presentava un modello eliocentrico del sistema solare, in contrasto con il modello geocentrico prevalente”.
Quali le principali resistenze culturali che avevano frenato questa soluzione ?
Krystal Favà:”Dal punto di vista storico, la concezione geocentrica dominava il pensiero occidentale sin dall’antichità, con figure come Tolomeo che avevano sviluppato modelli matematici complessi per spiegare i movimenti dei pianeti e delle stelle attorno alla Terra. Questo modello trovava anche un forte sostegno nella teologia cristiana dell’epoca, in cui la Terra era considerata il centro dell’universo creato da Dio per l’uomo”.
Quali invece i supporti scientifici che corroborarono la “nuova visione”?
Fabio Puggelli: “Le osservazioni astronomiche sempre più precise e la crescente comprensione delle leggi del movimento, promosse anche dall’opera di Johannes Kepler e Galileo Galilei, resero evidente che il modello geocentrico presentava delle contraddizioni e delle incongruenze. Copernico propose così un’alternativa radicale: che la Terra e gli altri pianeti orbitassero intorno al Sole, piuttosto che essere al centro dell’universo”.

Parliamo delle conseguenze culturali di questo ribaltamento. Diamo uno sguardo alle novità filosofiche…
Krystal Favà: “Da un punto di vista filosofico, la rivoluzione copernicana segna una svolta epocale nel pensiero occidentale. Perfeziona il concetto di rivoluzione scientifica, che sottolinea il ruolo cruciale dell’osservazione, dell’esperimento e della razionalità nella costruzione della conoscenza. Inoltre, pone in discussione la visione antropocentrica dell’universo, spostando l’attenzione dall’uomo e dalla Terra al vasto cosmo circostante. Questo cambiamento ha avuto profonde implicazioni per la visione dell’uomo e del suo posto nell’universo”.
E gli effetti sui rapporti tra scienza e fede ?
Fabio Puggelli: “La rivoluzione copernicana ha anche avuto importanti conseguenze dialettiche, alimentando per secoli il conflitto tra scienza e religione, in particolare con la Chiesa cattolica, che inizialmente condannò le teorie eliocentriche come eretiche. Tuttavia, nel corso del tempo, la scienza ha continuato a dimostrare la validità del modello eliocentrico, portando alla progressiva accettazione delle nuove idee anche da parte dell’autorità religiosa”.
Febbraio 2024